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Un recente e interessante lavoro australiano pubblicato sulla rivista Microbiology Spectrum rivaluta il limite inferiore dei leucociti urinari per la diagnosi di cistite. La soglia limite spesso utilizzata di 10 globuli bianchi per microlitro potrebbe essere troppo bassa e includere anche condizioni in cui non vi è infezione urinaria. Ciò potrebbe portare il medico a prescrizioni non necessarie di antibiotici e il laboratorio di microbiologia a inutili esami su campioni di urina non clinicamente rilevanti.

 

 

Lo studio

"Exploring the association between the degree of pyuria and urinary tract infections"

Abbiamo mirato a definire la soglia ottimale di conta dei globuli bianchi (leucociti) correlata a un'infezione del tratto urinario (UTI) clinicamente significativa, poiché non ci sono dati sufficienti che la esplorino nella popolazione adulta. A questo scopo abbiamo condotto uno studio di coorte retrospettivo presso il Royal Melbourne Hospital analizzando campioni di urina raccolti nell'arco di 6 mesi nel 2022.

L'infezione del tratto urinario (UTI) è stata definita come la presenza di sintomi (disuria, urgenza, frequenza, dolore al fianco o dolore dal fianco all'inguine) e l'isolamento di un uropatogeno con conteggi di colonie superiori a 107 CFU/L.

La relazione tra conta dei globuli bianchi urinari, crescita dell'uropatogeno e probabilità di UTI è stata stimata utilizzando lo smoothing del diagramma di dispersione ponderato localmente.
Dei 6.328 campioni inclusi, con un conteggio dei globuli bianchi urinari inferiore a 10 per microlitro, il 38% ha mostrato la crescita di un microrganismo (non patogeno), mentre il 7% del totale ha mostrato la crescita di un uropatogeno.

Per la nostra sotto-analisi parte C, con lo stesso conteggio dei globuli bianchi (WBC - white blood cell), il 2% dei campioni ha soddisfatto i nostri criteri per UTI. L'intervallo ottimale di globuli bianchi per identificare un'UTI era di 30-50 WBC/μL, dimostrando il bilanciamento più pragmatico di sensibilità (92,3%-94,9%, IC 95% 85,9-98,1) e specificità (41,6-47,2, IC 95% 38,6%-50,3%) per un'UTI.
Un numero di UTI inferiore al previsto è stato confermato nel nostro studio, probabilmente a causa di indicazioni inappropriate per la raccolta delle colture e dei tipi di campioni di urina raccolti.

Tuttavia, la soglia ottimale dei globuli bianchi per identificare un'UTI era superiore alla soglia predefinita di piuria (leucociti nelle urine) di 10 WBC/μL.

Utilizzare un limite inferiore più alto di globuli bianchi urinari potrebbe migliorare i protocolli di elaborazione delle colture urinarie.

 

L'importanza dello studio

L'importanza di questo studio è che esplora l'intervallo ottimale del conteggio dei globuli bianchi che definisce un'infezione del tratto urinario clinicamente significativa.

La soglia tradizionale di più di 10 globuli bianchi per microlitro spesso utilizzata potrebbe non rappresentare accuratamente le vere infezioni urinarie, specialmente in alcune popolazioni come le giovani donne.

L'incertezza nella soglia ottimale del conteggio dei globuli bianchi ha implicazioni diffuse.
Per il clinico, potrebbe portare alla prescrizione non necessaria di antibiotici per pazienti che non hanno un'infezione del tratto urinario, come la batteriuria asintomatica.
Per il laboratorio di microbiologia, potrebbe portare a un lavoro inutile e alla coltura di campioni di urina che non sono clinicamente rilevanti.

Molti studi fino ad oggi hanno tentato di definire un valore ottimale per il conteggio dei globuli bianchi urinari; tuttavia, non molti hanno incorporato dati clinici rilevanti, cosa che questo studio ha fatto.

 Fonte: Microbiology spectrum

 

Commento del Dr. Daniele Porru

Questo recente lavoro punta i riflettori su un tema di attualità e oggetto di interesse da parte di pazienti, in prevalenza donne e ragazze ma non mancano gli esempi nel sesso maschile, perché nelle infezioni urinarie ricorrenti accade che:

  • la prescrizione di antibiotici in modo "empirico" da parte del medico curante e anche degli specialisti, oppure con auto-assunzione, rappresenta il modo piu' rapido e diretto di affrontare il problema, spesso accompagnato dalla abitudine piu' recente di associare integratori di vario tipo per prolungare il periodo di "resa" da parte dei microrganismi ad aggredire e colonizzare il sistema urinario.
  • l'uso di composti antibiotici, a volte anche in sequenza, non è privo di conseguenze spesso indesiderate sull'organismo di chi lo assume, ed anche nell'innescare meccanismi di resistenza antibiotica, con conseguente "restrizione" e limitazione nella scelta della molecola più adatta quando il suo impiego diviene necessario e insostituibile.
  • nel nostro Paese capita raramente, ma in altri paesi anche europei l'esame urine e l'urocoltura non sono facilmente disponibili e puo' divenire molto utile orientarsi con metodi rapidi e piu' semplici, come lo stick urine, per una risposta affidabile sui rimedi da adottare.

Una modesta leucocituria puo' essere considerata in realtà scarsamente significativa, mentre una soglia piu' alta di leucociti, soprattutto associata a esterasi leucocitaria (che rileva la presenza dell'enzima nelle urine) indica una probabile infezione del tratto urinario (uretra, vescica urinaria, pelvi renale o rene).
L'esterasi leucocitaria è fortemente correlata alla presenza di globuli bianchi (leucociti) nelle urine.
L'altro dato importante, quando presente, è la presenza di nitriti nel test rapido delle urine con stick.

Lo studio ha dimostrato che la conta dei globuli bianchi di un campione di urina è predittiva della probabilità di un'infezione delle vie urinarie e l'intervallo ottimale era compreso tra 30 e 50 WBC/μL in oltre 6000 campioni di urine esaminati, confermando il suo ruolo di soglia chiave per il laboratorio. In questo modo viene spostata in alto l'asticella della comune "soglia" di 25 WBC/μL.

Inoltre, un numero considerevole di richieste di coltura delle urine erano incongrue con una sospetta infezione del tratto urinario. Con il cambiamento della pratica, ciò potrebbe portare a un'ulteriore ricalibrazione dei valori di conta dei globuli bianchi nelle urine clinicamente significativi.
E' da notare poi che la presenza di una modesta leucocituria puo' essere presente anche in patologie uro-genitali correlate alle infezioni urinarie ricorrenti, e con le quali possono confondersi, ma che in assenza di batteri in carica rilevante non richiedono l'assunzione di antibiotico.

Diventa percio' ancora piu' importante tracciare una "soglia" affidabile sulla presenza di leucociti urinari, per la scelta dei rimedi da usare per riequilibrare l'ambiente fisiologico dell'apparato urinario e uro-genitale, dopo che recenti studi stanno dimostrando l'esistenza di un  fisiologico microbiota nell'apparato urinario, a lungo invece ritenuto tradizionalmente "sterile".

 

Articolo originale

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