da Laura81 » mer feb 05, 2014 7:47 pm
Ciao a tutte,
per Rosanna: uso il saginil e lo xanagel perchè la crema D-Mannosio mi 'fa venire' la candida e lo xerem mi brucia.
Aggiornamenti clinici:
lunedì sono stata da Silvia che mi ha trovata, muscolarmente e sintomatologicamente, peggiorata rispetto a novembre.
Pertanto mi ha suggerito di scrivere a Pesce in modo che possa sostituirmi il muscoril (che dopo 6 mesi avrebbe dovuto fare qualcosa, invece che niente) e il laroxyl che sembra non essere la strada giusta.
In particolare il laroxyl mi ha fatto scomparire lo stimolo a urinare (in fase no acuta faccio pipì 3 volte al dì bevendo la quantità di acqua che bevevo prima di cominciare ad assumerlo), che mi fa piangere tutto il giorno, che per il bruciore costante e perforante post-defecazione non fa nulla.
Io dopo la manipolazione non ho avuto fasi acute, un po' di bruciore, ma nulla di più...almeno per ora.
Infine oggi sono stata a colloquio con il dott. Ostardo (non voglio sostituire Pesce, ma sarebbe lungo scrivere qui perchè ci sono dovuta andare), che, a parte continuare a seguire i tentativi di cura di Pesce (perchè di cura, finchè non si trova il farmaco giusto, non si può parlare), mi ha CALDAMENTE suggerito di chiedere al Professore se non sia il caso, dopo 6 mesi di psicoterapia intensiva (3 volte alla settimana) e 16 anni di vulvodinia non diagnosticata, di ricorrere a 'qualcosa' di più incisivo del vagostabil e del rescue remedy ovvero....di appoggiarsi a uno psichiatra che possa prescrivere la terapia farmacologica adeguata.
Io penso che sarà lo stesso Pesce, dopo aver letto la mia mail e visti i notevoli peggioramenti dell'ultimo periodo, che si occuperà di tal cosa, e spero che non ci sia bisogno di presentarsi anche dallo psichiatra (dopo 5 urologi, u ginecologo, 4 psicologi e 1, bravissima, fisioterapista). Tuttavia, se si deve, si fa.
Quesiti psicologici:
spesso, durante le ore solitarie di accovacciamento coatto sul wc o sul pavimento, mi chiedo se io non riesca a migliorare perchè NON voglio migliorare.
So che è una cosa che non si dovrebbe confessare, ma se io mi togliessi la vita (per i dolori pelvici e psicologici dati dagli abusi subiti e dalla mancanza dei genitori, di cui ancora oggi, soffro moltissimo), credo che le persone, anzichè colpevolizzarmi, mi giustificherebbero. L'unico motivo che al momento mi fa sopportare le crisi, piangendo e pregando che passino, è il pensiero di avere il mio ragazzo.. e di voler stare assieme a lui ancora per un po'.
Forse io non posso essere curata perchè NON voglio che mi vienga a mancare la 'scusa' per andarmene. Anche quando sono senza bruciore sento tristezza e vuoto e, pensando che mi possa tornare, non faccio nemmeno più nessuna delle cose che un tempo mi piaceva fare (come passeggiare o andare in canoa).
E questo lo dico perchè ho notato che in un anno di fasi acute il bruciore e il dolore si sono 'trasformati': prima quando mi venivano sentivo una stilettata all'uretra, mentre ora sento un bruciore più generale all'area pelvica...come se l'uretra, a suon di cistiquer, fosse stata sistemata e la malattia avesse colpito lì vicino, non potendo andarsene.
A volte, quando leggo le vostre storie, mi soffermo sui particolari tipo "ho dovuto fare queste visite invasive, ho sofferto come un cane in tal giorno di dolori acuti...ma mio marito, il mio bambino, il mio lavoro, la mia vita sono una gioia per me" che mi fanno capire a che buoni motivi vi aggrappiate per decidere di sopportare le crisi acute e che, nonostante questo aspetto negativo (essere malate, sempre o quasi) ce n'è almeno uno di positivo che fa da contrappeso e che vi fa lottare per la guarigione. E mi rendo conto che questo 'buon' motivo io non ce l'ho e questa assenza di motivazione non mi permetterà di guarire nonostante tutte le terapia che mai potrò fare.
Laura
[font=Script MT Bold]"Il cuore muore di morte lenta, perdendo ogni speranza come foglie, finché un giorno non ce ne sono più.
Nessuna speranza, non rimane nulla."[/font]