Ci sono pure io!

Buongiorno a tutte. Dopo numerosi tentennamenti ho finalmente deciso di scrivere la mia storia, quindi eccomi qui! Innanzitutto ci tengo a ringraziare di cuore i responsabili di questo sito, è stata una scoperta utilissima e così confortante.
Ho 22 anni e sono trentina.
La mia storia inizia durante l’estate del 2014. Un giorno d’agosto comincio ad avvertire un forte bruciore durante la minzione. Chiedo consiglio alla mia mamma, veterana di cistiti, che mi consiglia la sua Tisana miracolosa a base di ginepro e uva orsina. (sono stata sorpresa, in effetti, di notare che qui è menzionata pochissimo. Dalle mie parti ogni erboristeria consiglia l’uva orsina per la cistite, e a me effettivamente da sollievo, anche se non risolve il problema). Ne bevo litri (“bevi, che ti passa la cistite!”) e sto molto meglio. La mia giornata prosegue normalmente, non faccio caso a qualche bruciore o dolorino. Mi sveglio nel cuore della notte con un bruciore intensissimo, devo continuare ad andare in bagno, il dolore aumenta ancora di più durante la minzione, brucia tutto, mi fa male la schiena, non so cosa fare. Poche ore dopo devo andare a lavorare, il dolore si è leggermente attenuato ma sto male, l’unica possibilità che ho è di passare dalla guardia medica prima di iniziare a lavorare. Mi prescrive Monuril, una bustina da prendere subito, attendere qualche ora prima di fare pipì. La prendo la mattina, inizialmente trattenere è molto doloroso, ma pian piano il dolore scompare. Verso sera sto molto meglio, solo qualche bruciore durante il mitto finale. Non prendo altro, il giorno dopo sono normale.
Non ho più pensato alla cistite fino al novembre successivo. Ho pensato bene di uscire il sabato sera (vivo in montagna, le temperature scendono di parecchio) con un paio di collant di nylon e un vestitino leggero. Il lunedì successivo, puntuale, ecco la cistite. I sintomi sono familiari, bruciore sempre, molto più forte durante la minzione, soprattutto alla fine, tante goccioline che bruciano e non la smettono di scendere, lentamente, una dopo l’altra. Qualche litro di tisana di Uva Orsina, continuo ad andare in bagno (parlo di una volta ogni 15 minuti nella fase acuta, forse anche meno! poi al massimo ogni ora, non oltre), bevo, bevo, bevo. Dopo qualche ora sto meglio. Miglioro nel corso dei giorni, sono soddisfatta, penso “allora è vero che basta bere per sconfiggere la cistite!”. Venerdì dolori forti, bruciore intensissimo. Arrivo a casa sofferente e stremata, altra tisana, dopo qualche ora miglioro leggermente. Ho ancora una delle due bustine di Monuril che mi aveva prescritto la guardia medica mesi prima, la sera la prendo. Tutto bene la mattina successiva.
E avanti così per un anno, con qualche episodio di cistite (direi un altro paio durante l’inverno-primavera) che associo al freddo. Provo sempre a bere il più possibile, i sintomi regrediscono ma non scompaiono. Finisco col prendere sempre una bustina di fosfomicina la sera prima di andare a dormire.
Arriva l’estate 2015. Un incubo. Ho la cistite praticamente ogni due settimane. Il decorso è sempre lo stesso: tisana, minzioni frequentissime, superamento della fase più dolorosa, il bruciore però non se ne va mai del tutto, bustina di fosfomicina. Sempre una sola, funziona sempre. Ma le cistiti si ripresentano sempre più spesso, e non so più a cosa associarle: siamo in estate, non fa freddo, non mi sembra di trovare una relazione con i rapporti, lavoro molto ma non è stressante, sono solo un po’ stanca.
Dalle urinocolture eseguite il colpevole è sempre il vecchio Coli.
Nel frattempo scopro il Mannosio proprio tramite questo sito, ne parlo al mio medico di base, mi dice di non averne mai sentito parlare, non sa nulla.
Decido allora di fare una visita dalla ginecologa di una mia amica, me la consiglia caldamente, sostiene sia bravissima. Proviamo.
Finalmente una persona che conosce il Mannosio! Non vedo l’ora di provarlo, ho letto così tanto su questo forum che sono sicura risoverà tutto. Secondo prescrizione, devo assumere per tre mesi un cucchiaino di polvere di d-mannosio (ho sempre usato quella e la uso tuttora) disciolto in un bicchiere d’acqua ogni sera prima di andare a letto. Oltre al mannosio ho anche Estromineral Gel da prendere tre volte in settimana. E, soprattutto, la ginecologa mi cambia la pillola. Perché sostiene che le cause delle mie cistiti siano da ricercare negli ormoni. Ho iniziato a prendere Loette a 19 anni, pochi mesi prima del mio primissimo episodio di cistite.
Dopo la visita mi sento fortissima. Decido che ho sconfitto la cistite, sto assumendo d-mannosio e ho una nuova pillola (Sibilla), niente mi farà più del male!
Passano i tre mesi. Smetto col mannosio, continuo con la pillola, che uso come anticoncezionale. Non ho più avuto cistiti da settembre, e siamo in inverno. A marzo la cistite stava diventando un ricordo, quand’eccola ricomparire! Disperata, molto sconfortata, chiamo subito la ginecologa che tanto mi aveva aiutato. Mi consiglia di prendere subito una dose di fosfomicina e la sera dopo un’altra. Dopodichè riprendere con un bicchiere di d-mannosio ogni sera.
Eseguo e va tutto bene. Decido autonomamente, però, di non sospendere più il mannosio. Per un anno, praticamente, lo prendo disciolto in un bicchiere d’acqua ogni giorno. Sono un po’ perplessa, però: più leggo e meno sono convinta che sia il dosaggio corretto. Però la cistite non si fa più vedere, mi sento bene, sono tranquilla. Ci sono dei periodi in cui penso addirittura di smettere di prendere il mannosio. Non lo faccio mai.
A inizio settembre 2016 finisco di lavorare. È stato un periodo molto impegnativo, mi sento molto stanca. E a breve devo dare alcuni esami (sono una studentessa ma l’estate e durante le feste lavoro, a volte studio e lavoro si accavallano). Una sera vado in bagno e avverto quel terribile bruciore. Non ci voglio credere, è tornata! Sono molto demoralizzata, mi sembra di aver fatto tutto per niente. Non posso permettermi di stare male per più giorni perché ho degli impegni importanti. Decido, nonostante sia molto scettica, di prendere della fosfomicina. Prendo la prima bustina la sera, e quella notte sto malissimo, ho un bisogno fortissimo di urinare, resisto perché so che l’antibiotico verrebbe espulso, sono dolori.
Il giorno dopo sembra vada meglio. Verso sera mi sale la febbre. Prendo comunque la seconda dose di fosfomicina, e per i giorni successivi aumento la dose di mannosio (3 bicchieri al giorno) e bevo litri e litri.
E arriviamo così a marzo 2017, senza altri episodi di cistiti. Dopo l’ultima ho giurato a me stessa che non prenderò mai più antibiotici. Però sono molto fiduciosa, non ho più avuto nulla, e soprattutto ho finalmente smesso di prendere la pillola. L’ho sospesa a gennaio, e ricordo chiaramente il mio primo pensiero: “mai più cistiti!”. Ed effettivamente mi sento bene, non ho più quel timore costante quando faccio pipì, quell’angoscia dopo i rapporti, quell’ansia di non vestirmi a sufficienza nei giorni più freddi.
Perché la cistite è questo per me: non tanto il dolore, ma la paura, quella che ti schiaccia, che non ti fa godere ciò che stai vivendo, che ti condiziona in tutto ciò che fai. Quella non ti molla più.
Una settimana e mezzo fa ho avuto un episodio di cistite, che sto tuttora curando. È partito come al solito, con il bruciore. La sera sono stata molto male, ho provato a seguire le istruzioni di questo sito. Ho assunto una dose di mannosio, l’ho trattenuta in vescica per un’ora (un’ora terribile! Già normalmente urino di frequente, perché ho sempre bevuto moltissimo, e per me trattenerla è fastidioso in ogni caso. In fase acuta, poi, è tremendo!). Subito dopo un’altra dose. E poi ogni qualche ora, l’ultima prima di andare a letto, e i giorni successivi una ogni 3-4 ore. Questo insieme alla tisana (penso di essere arrivata anche a 5 litri di tisana al giorno, più l’acqua). I sintomi sono gradualmente diminuiti. Tre giorni dopo, senza cambiare nulla nel mio comportamento (stesse dosi di mannosio e tisana) di nuovo bruciore molto intenso. Tengo duro, continuo, dopo qualche ora va meglio. Il giorno dopo, bruciore molto forte, prendo un Pelvilen. Nel frattempo faccio le analisi e la carica batterica risulta molto alta, oltre il milione. E’ passata quasi una settimana, la cistite è sotto controllo, alterno fasi tutto sommato tranquille ad altre di bruciore molto intenso, i sintomi non scompaiono mai né diminuiscono gradualmente: un giorno va bene, il giorno dopo sto male. Sia il mio medico di base che la ginecologa consigliano il Ciproxin 1000: entrambi sostengono che la carica batterica sia troppo alta e che non possa tenermi un’infezione in corpo per più di una settimana. Inizio col Ciproxin molto di malavoglia, mi ero ripromessa di non prendere più farmaci, sono molto demoralizzata. Ora sono al quarto giorno su sette, sto bene, avverto un lieve bruciore, ma francamente non so se è reale o se è creato dalla paura di non guarire completamente. Non ho difficoltà a urinare né mi sembra di esplodere se la devo trattenere (cosa che in ogni caso cerco di evitare), mi sento “normale”. Ho ancora tre giorni di antibiotico davanti, e vorrei sapere come comportarmi. Questa cistite è l’unica (ma non posso garantirlo con certezza) che è comparsa il giorno successivo a rapporti, ma non sono sicura che questo possa essere la causa.
In ogni caso al momento non so cosa fare per aumentare le mie difese, mi chiedo se abbia senso continuare ad assumere mannosio durante l’antibiotico o se quest’ultimo lo “elimina”. Sto prendendone una dose ogni sera e basta, e la mattina prendo fermenti lattici. Ho scoperto qui sul sito Daily e l’ho acquistato, spero arrivi nei prossimi giorni. E rimango con il timore di essere del tutto “scoperta” non appena termino la cura con gli antibiotici.
Ecco, questo è quanto. Scusate se mi sono dilungata, sono una prolissa J vi ringrazio con tutto il cuore per la pazienza e perché so che sono nel posto giusto: qui troverò sicuramente le risposte che cerco!
Ho 22 anni e sono trentina.
La mia storia inizia durante l’estate del 2014. Un giorno d’agosto comincio ad avvertire un forte bruciore durante la minzione. Chiedo consiglio alla mia mamma, veterana di cistiti, che mi consiglia la sua Tisana miracolosa a base di ginepro e uva orsina. (sono stata sorpresa, in effetti, di notare che qui è menzionata pochissimo. Dalle mie parti ogni erboristeria consiglia l’uva orsina per la cistite, e a me effettivamente da sollievo, anche se non risolve il problema). Ne bevo litri (“bevi, che ti passa la cistite!”) e sto molto meglio. La mia giornata prosegue normalmente, non faccio caso a qualche bruciore o dolorino. Mi sveglio nel cuore della notte con un bruciore intensissimo, devo continuare ad andare in bagno, il dolore aumenta ancora di più durante la minzione, brucia tutto, mi fa male la schiena, non so cosa fare. Poche ore dopo devo andare a lavorare, il dolore si è leggermente attenuato ma sto male, l’unica possibilità che ho è di passare dalla guardia medica prima di iniziare a lavorare. Mi prescrive Monuril, una bustina da prendere subito, attendere qualche ora prima di fare pipì. La prendo la mattina, inizialmente trattenere è molto doloroso, ma pian piano il dolore scompare. Verso sera sto molto meglio, solo qualche bruciore durante il mitto finale. Non prendo altro, il giorno dopo sono normale.
Non ho più pensato alla cistite fino al novembre successivo. Ho pensato bene di uscire il sabato sera (vivo in montagna, le temperature scendono di parecchio) con un paio di collant di nylon e un vestitino leggero. Il lunedì successivo, puntuale, ecco la cistite. I sintomi sono familiari, bruciore sempre, molto più forte durante la minzione, soprattutto alla fine, tante goccioline che bruciano e non la smettono di scendere, lentamente, una dopo l’altra. Qualche litro di tisana di Uva Orsina, continuo ad andare in bagno (parlo di una volta ogni 15 minuti nella fase acuta, forse anche meno! poi al massimo ogni ora, non oltre), bevo, bevo, bevo. Dopo qualche ora sto meglio. Miglioro nel corso dei giorni, sono soddisfatta, penso “allora è vero che basta bere per sconfiggere la cistite!”. Venerdì dolori forti, bruciore intensissimo. Arrivo a casa sofferente e stremata, altra tisana, dopo qualche ora miglioro leggermente. Ho ancora una delle due bustine di Monuril che mi aveva prescritto la guardia medica mesi prima, la sera la prendo. Tutto bene la mattina successiva.
E avanti così per un anno, con qualche episodio di cistite (direi un altro paio durante l’inverno-primavera) che associo al freddo. Provo sempre a bere il più possibile, i sintomi regrediscono ma non scompaiono. Finisco col prendere sempre una bustina di fosfomicina la sera prima di andare a dormire.
Arriva l’estate 2015. Un incubo. Ho la cistite praticamente ogni due settimane. Il decorso è sempre lo stesso: tisana, minzioni frequentissime, superamento della fase più dolorosa, il bruciore però non se ne va mai del tutto, bustina di fosfomicina. Sempre una sola, funziona sempre. Ma le cistiti si ripresentano sempre più spesso, e non so più a cosa associarle: siamo in estate, non fa freddo, non mi sembra di trovare una relazione con i rapporti, lavoro molto ma non è stressante, sono solo un po’ stanca.
Dalle urinocolture eseguite il colpevole è sempre il vecchio Coli.
Nel frattempo scopro il Mannosio proprio tramite questo sito, ne parlo al mio medico di base, mi dice di non averne mai sentito parlare, non sa nulla.
Decido allora di fare una visita dalla ginecologa di una mia amica, me la consiglia caldamente, sostiene sia bravissima. Proviamo.
Finalmente una persona che conosce il Mannosio! Non vedo l’ora di provarlo, ho letto così tanto su questo forum che sono sicura risoverà tutto. Secondo prescrizione, devo assumere per tre mesi un cucchiaino di polvere di d-mannosio (ho sempre usato quella e la uso tuttora) disciolto in un bicchiere d’acqua ogni sera prima di andare a letto. Oltre al mannosio ho anche Estromineral Gel da prendere tre volte in settimana. E, soprattutto, la ginecologa mi cambia la pillola. Perché sostiene che le cause delle mie cistiti siano da ricercare negli ormoni. Ho iniziato a prendere Loette a 19 anni, pochi mesi prima del mio primissimo episodio di cistite.
Dopo la visita mi sento fortissima. Decido che ho sconfitto la cistite, sto assumendo d-mannosio e ho una nuova pillola (Sibilla), niente mi farà più del male!
Passano i tre mesi. Smetto col mannosio, continuo con la pillola, che uso come anticoncezionale. Non ho più avuto cistiti da settembre, e siamo in inverno. A marzo la cistite stava diventando un ricordo, quand’eccola ricomparire! Disperata, molto sconfortata, chiamo subito la ginecologa che tanto mi aveva aiutato. Mi consiglia di prendere subito una dose di fosfomicina e la sera dopo un’altra. Dopodichè riprendere con un bicchiere di d-mannosio ogni sera.
Eseguo e va tutto bene. Decido autonomamente, però, di non sospendere più il mannosio. Per un anno, praticamente, lo prendo disciolto in un bicchiere d’acqua ogni giorno. Sono un po’ perplessa, però: più leggo e meno sono convinta che sia il dosaggio corretto. Però la cistite non si fa più vedere, mi sento bene, sono tranquilla. Ci sono dei periodi in cui penso addirittura di smettere di prendere il mannosio. Non lo faccio mai.
A inizio settembre 2016 finisco di lavorare. È stato un periodo molto impegnativo, mi sento molto stanca. E a breve devo dare alcuni esami (sono una studentessa ma l’estate e durante le feste lavoro, a volte studio e lavoro si accavallano). Una sera vado in bagno e avverto quel terribile bruciore. Non ci voglio credere, è tornata! Sono molto demoralizzata, mi sembra di aver fatto tutto per niente. Non posso permettermi di stare male per più giorni perché ho degli impegni importanti. Decido, nonostante sia molto scettica, di prendere della fosfomicina. Prendo la prima bustina la sera, e quella notte sto malissimo, ho un bisogno fortissimo di urinare, resisto perché so che l’antibiotico verrebbe espulso, sono dolori.
Il giorno dopo sembra vada meglio. Verso sera mi sale la febbre. Prendo comunque la seconda dose di fosfomicina, e per i giorni successivi aumento la dose di mannosio (3 bicchieri al giorno) e bevo litri e litri.
E arriviamo così a marzo 2017, senza altri episodi di cistiti. Dopo l’ultima ho giurato a me stessa che non prenderò mai più antibiotici. Però sono molto fiduciosa, non ho più avuto nulla, e soprattutto ho finalmente smesso di prendere la pillola. L’ho sospesa a gennaio, e ricordo chiaramente il mio primo pensiero: “mai più cistiti!”. Ed effettivamente mi sento bene, non ho più quel timore costante quando faccio pipì, quell’angoscia dopo i rapporti, quell’ansia di non vestirmi a sufficienza nei giorni più freddi.
Perché la cistite è questo per me: non tanto il dolore, ma la paura, quella che ti schiaccia, che non ti fa godere ciò che stai vivendo, che ti condiziona in tutto ciò che fai. Quella non ti molla più.
Una settimana e mezzo fa ho avuto un episodio di cistite, che sto tuttora curando. È partito come al solito, con il bruciore. La sera sono stata molto male, ho provato a seguire le istruzioni di questo sito. Ho assunto una dose di mannosio, l’ho trattenuta in vescica per un’ora (un’ora terribile! Già normalmente urino di frequente, perché ho sempre bevuto moltissimo, e per me trattenerla è fastidioso in ogni caso. In fase acuta, poi, è tremendo!). Subito dopo un’altra dose. E poi ogni qualche ora, l’ultima prima di andare a letto, e i giorni successivi una ogni 3-4 ore. Questo insieme alla tisana (penso di essere arrivata anche a 5 litri di tisana al giorno, più l’acqua). I sintomi sono gradualmente diminuiti. Tre giorni dopo, senza cambiare nulla nel mio comportamento (stesse dosi di mannosio e tisana) di nuovo bruciore molto intenso. Tengo duro, continuo, dopo qualche ora va meglio. Il giorno dopo, bruciore molto forte, prendo un Pelvilen. Nel frattempo faccio le analisi e la carica batterica risulta molto alta, oltre il milione. E’ passata quasi una settimana, la cistite è sotto controllo, alterno fasi tutto sommato tranquille ad altre di bruciore molto intenso, i sintomi non scompaiono mai né diminuiscono gradualmente: un giorno va bene, il giorno dopo sto male. Sia il mio medico di base che la ginecologa consigliano il Ciproxin 1000: entrambi sostengono che la carica batterica sia troppo alta e che non possa tenermi un’infezione in corpo per più di una settimana. Inizio col Ciproxin molto di malavoglia, mi ero ripromessa di non prendere più farmaci, sono molto demoralizzata. Ora sono al quarto giorno su sette, sto bene, avverto un lieve bruciore, ma francamente non so se è reale o se è creato dalla paura di non guarire completamente. Non ho difficoltà a urinare né mi sembra di esplodere se la devo trattenere (cosa che in ogni caso cerco di evitare), mi sento “normale”. Ho ancora tre giorni di antibiotico davanti, e vorrei sapere come comportarmi. Questa cistite è l’unica (ma non posso garantirlo con certezza) che è comparsa il giorno successivo a rapporti, ma non sono sicura che questo possa essere la causa.
In ogni caso al momento non so cosa fare per aumentare le mie difese, mi chiedo se abbia senso continuare ad assumere mannosio durante l’antibiotico o se quest’ultimo lo “elimina”. Sto prendendone una dose ogni sera e basta, e la mattina prendo fermenti lattici. Ho scoperto qui sul sito Daily e l’ho acquistato, spero arrivi nei prossimi giorni. E rimango con il timore di essere del tutto “scoperta” non appena termino la cura con gli antibiotici.
Ecco, questo è quanto. Scusate se mi sono dilungata, sono una prolissa J vi ringrazio con tutto il cuore per la pazienza e perché so che sono nel posto giusto: qui troverò sicuramente le risposte che cerco!