Ecco la mia storia: da 3mesi alla ricerca di una soluzione

Ciao a tutte. Accetto volentieri l’invito e posto la mia storia in questa sezione, con qualche dettaglio in più, dopo averla inviata tra i sintomi. Ho quasi 46 anni (ma non i sintomi di menopausa), tre figlie di 13, 11 e quasi 9 anni, un marito, un lavoro, un cane e qualche episodio di cistite in passato facilmente risolto con l’antibiotico. Questa volta, invece… l’antibiotico ha eliminato batteri e infezione, ma ha peggiorato i sintomi. Possibile? La storia comincia questo inverno, con sintomi (sopportabili) di cistite che trascuro per qualche mese (a ottobre ho anche smesso di fumare, centrerà qualcosa oppure no?). L’11 marzo mi decido a fare l’urocoltura, positiva per escherichia coli. La dottoressa mi prescrive il bactrim , che per sbaglio nei primi tre giorni assumo a metà dose (una compressa al posto di due al giorno). Terminata la cura nelle dosi giuste, i sintomi peggiorano. La dottoressa mi prescrive il ciproxin 1000 (rinforzato da monuril a metà, perché non miglioravo) e come risultato non mi libero più da un bruciore costante sovrapubico e stimolo a urinare ogni ora.
La seconda urocultura, a 7 giorni dalla fine del secondo antibiotico, dà esito NEGATIVO (siamo al 22 aprile). Non ho più i batteri, ma in compenso ho la vescica “in fiamme”. Alla fine la dottoressa mi prescrive il Rifacol (antibiotico per l’intestino) e Florberry (probiotico), ma niente: i sintomi persistono e non mi abbandonano mai. Mi viene anche consigliato dalla farmacista il Cistalgan, che assumo per 8 giorni rinforzando anche i fermenti con l’assunzione di enterolactis due volte al giorno. A questo punto i sintomi migliorano, ma ad un mese dalla fine della cura non sono ancora a posto. Il bruciore è passato, non ho dolore ma ho la sensazione di vescica sempre un po’ piena, tesa.
Avverto più fastidio quando sono in piedi, più il pomeriggio che di mattina. A volte evito di andare in bagno perché ci sono stata appena un’ora prima e poi quando “cedo”, scopro di averne un sacco da fare. Non avverto bruciore durante la minzione, anzi. Per me è un sollievo andare in bagno, peccato che il sollievo duri poco (da un minimo di 10 minuti nei giorni peggiori a un paio d’ore adesso che va meglio). Io che sono sempre stata una dormigliona, apro gli occhi tutte le mattine alle 6 un’ora prima della sveglia (sarà lo stimolo?), ma non vado in bagno, perché non mi scappa abbastanza da farmi alzare subito.
Su consiglio del medico di famiglia, ho ricominciato cistalgan e florberry (siamo al 31 maggio). Ma dopo 5 giorni ho avvertito un bruciore crescente, controllo su questo sito e scopro che il mirtillo rosso contenuto nel florberry acidifica… A quel punto vado a rileggere il primo (e unico) esame delle urine dell’11 marzo e “scopro” che allora avevo il PH a 5… Decido che in questi 3 mesi ho sbagliato tutto e che il mio problema è l’acidità dell’urina che NON permette alla mucosa infiammata di guarire. E così prendo il bicarbonato mattina, pomeriggio e sera per due giorni. In farmacia cambio i fermenti con un prodotto che non contenga cranberry (mi danno l’Acidophilus della Prodeco) e acquisto le cartine tornasole. Dopo due giorni di bicarbonato, l’urina aveva il PH al massimo (credo 8), nel pomeriggio un po’ meno. Il bruciore è meno intenso, ma il fastidio non scompare del tutto (per un attimo avevo sperato nel miracolo), nemmeno con l’urina “basica”. Forse però devo continuare con il bicarbonato oppure no, chissà. Voi su questo potete consigliarmi? E’ venuto il momento di andare in farmacia a ordinare il D-mannosio?
Dopo 3 mesi, il rebus resta insoluto… non so nemmeno se continuare a parlare di “cistite” e ho un solo desiderio: non portarla in vacanza con me.
La seconda urocultura, a 7 giorni dalla fine del secondo antibiotico, dà esito NEGATIVO (siamo al 22 aprile). Non ho più i batteri, ma in compenso ho la vescica “in fiamme”. Alla fine la dottoressa mi prescrive il Rifacol (antibiotico per l’intestino) e Florberry (probiotico), ma niente: i sintomi persistono e non mi abbandonano mai. Mi viene anche consigliato dalla farmacista il Cistalgan, che assumo per 8 giorni rinforzando anche i fermenti con l’assunzione di enterolactis due volte al giorno. A questo punto i sintomi migliorano, ma ad un mese dalla fine della cura non sono ancora a posto. Il bruciore è passato, non ho dolore ma ho la sensazione di vescica sempre un po’ piena, tesa.
Avverto più fastidio quando sono in piedi, più il pomeriggio che di mattina. A volte evito di andare in bagno perché ci sono stata appena un’ora prima e poi quando “cedo”, scopro di averne un sacco da fare. Non avverto bruciore durante la minzione, anzi. Per me è un sollievo andare in bagno, peccato che il sollievo duri poco (da un minimo di 10 minuti nei giorni peggiori a un paio d’ore adesso che va meglio). Io che sono sempre stata una dormigliona, apro gli occhi tutte le mattine alle 6 un’ora prima della sveglia (sarà lo stimolo?), ma non vado in bagno, perché non mi scappa abbastanza da farmi alzare subito.
Su consiglio del medico di famiglia, ho ricominciato cistalgan e florberry (siamo al 31 maggio). Ma dopo 5 giorni ho avvertito un bruciore crescente, controllo su questo sito e scopro che il mirtillo rosso contenuto nel florberry acidifica… A quel punto vado a rileggere il primo (e unico) esame delle urine dell’11 marzo e “scopro” che allora avevo il PH a 5… Decido che in questi 3 mesi ho sbagliato tutto e che il mio problema è l’acidità dell’urina che NON permette alla mucosa infiammata di guarire. E così prendo il bicarbonato mattina, pomeriggio e sera per due giorni. In farmacia cambio i fermenti con un prodotto che non contenga cranberry (mi danno l’Acidophilus della Prodeco) e acquisto le cartine tornasole. Dopo due giorni di bicarbonato, l’urina aveva il PH al massimo (credo 8), nel pomeriggio un po’ meno. Il bruciore è meno intenso, ma il fastidio non scompare del tutto (per un attimo avevo sperato nel miracolo), nemmeno con l’urina “basica”. Forse però devo continuare con il bicarbonato oppure no, chissà. Voi su questo potete consigliarmi? E’ venuto il momento di andare in farmacia a ordinare il D-mannosio?
Dopo 3 mesi, il rebus resta insoluto… non so nemmeno se continuare a parlare di “cistite” e ho un solo desiderio: non portarla in vacanza con me.