.gif)
Volevo consigliare a tutte voi il libro “Mestruazioni - La forza di guarigione del ciclo mestruale dal menarca alla menopausa" di Alexandra Pope (so che ne ha scritto un altro sulla pillola), che mi è arrivato in omaggio dalla BabyComp con l'acquisto del LadyComp (a ognuna regalano un libro a caso tra un elenco a loro disposizione, e io sono stata fortunata).
L'autrice è una psicoterapeuta che a 31 anni ha cominciato a soffrire di un fortissimo dolore invalidante durante il ciclo che poi, piano piano, è riuscita a risolvere.
Il libro è suddiviso in tre parti: la prima sulle mestruazioni come momento di potere della donna; la II contiene un percorso in 13 tappe per osservare e conoscere il proprio ciclo; la III consigli sullo stile di vita, prima tra tutti l’importanza di una sana alimentazione, ma anche la cura dell’ambiente in cui viviamo e varie ricette curative per l’organismo.
Premesso che non ho ancora cominciato il mio percorso in 13 tappe, quello che mi ha colpito della prima parte del libro sono stati tutti i punti in comune tra il suo dolore e il “nostro”: dal substrato di pregiudizi sulla donna e sul suo corpo alla diversità di concezione e di logica tra maschile e femminile; dall’accettare le mestruazioni come un evento unico nella vita di una donna, alla "terapia" sotto certi versi simile a quella per la cistite, a partire dall'alimentazione, dal cambio dello stile di vita e dalla riduzione dello stress.
Non ho mai sofferto particolarmente per le mestruazioni (sono fortunata) e ho sempre pensato che fosse un elemento di forza caratteriale della donna dimostrare che il ciclo non fosse qualcosa di invalidante per la vita di tutti i giorni negandone, così, sia gli aspetti negativi che quelli positivi, che rendono unico questo momento ciclicamente ricorrente nella nostra vita.
Da quando frequento questo forum sto veramente cambiando concezione e stile di vita, sto cominciando ad acquisire maggiore consapevolezza del mio corpo e di me come donna, e sono davvero contenta di questo mio percorso che mi sta portando a scelte che non avrei mai pensato di fare (in primis abolire la pillola). Quindi credo che questo libro sia utile un po' a tutte noi, anche a chi come me non soffre per il ciclo.
Quindi vi lascio con un paio di citazioni che mi hanno davvero dato spunti di riflessione non solo sul potere e ruolo delle mestruazioni, ma anche sul dolore e sull’ascoltare il nostro corpo.
“Non avrei mai raggiunto il benessere di cui godo oggi se fossi rimasta nei confini della medicina occidentale ‘ortodossa’.”
“Il sintomo è un segnale da ascoltare e a cui prestare attenzione, non un problema da eliminare senza esplorare la storia che c’è dietro”.
“Nel mio percorso di guarigione ho imparato ad amare il mio ciclo […] Questi movimenti interiori mi insegnano ad apprezzato le sottigliezze, mi preparano alla complessità e mi ricordano continuamente che la vita è un cambiamento. Quando perdo il contatto con la mia natura ciclica la vita diventa banale”.
“L’istinto, l’intuizione e il sogno sono stati essenziali nell’indicarmi la via verso la guarigione, ma il dolore mi ha insegnato ad avere fiducia nell’autorità del mio corpo. Ho capito che i miei sintomi erano un risveglio, non un fallimento personale: mi parlavano della società in cui vivevo, spingendomi a sfidare pregiudizi e abitudini limitanti”.
“La parola ‘tabù’ deriva dal polinesiano Tapua, che significa sia sacro che mestruazione. L’espressione assume anche la valenza di vietato, prezioso, meraviglioso, magico, terribile, spaventoso e legge immutabile”.
“Oggi alle donne viene proposto un linguaggio di sviluppo personale che è proprio del Maschile. Vi è un’immensa forza elementare all’opera nel corpo femminile che è di natura intima e al tempo stesso universale. Entriamo in contatto con questa forza durante le mestruazioni, la gravidanza e il parto. La donna in menopausa, che ha già compreso e vissuto la forza del ciclo, incarna appieno questo potere che non si conquista con la fatica e non si guadagna con lo sforzo. […] Il sessismo logora l’autostima delle donne perché implica che la loro natura più profonda sia sbagliata. Perfino l’immagine mediatica di bellezza così limitata a un’improbabile perfezione, è causa di grande stress.”
“La lentezza rigenera, permette di usare i sensi e le emozioni, lascia lo spazio per riflettere e per l’essere, per rispondere anziché reagire. Anche gli uomini ne hanno bisogno tanto quanto noi, è solo che come donne abbiamo un meccanismo mensile che ci ricorda di cambiare ritmo e rivolgerci all’interno per un po’. Il riposo non ha eguali: se le donne riuscissero a riposare di più durante il mestruo, i loro problemi si dimezzerebbero dal giorno alla notte”.
E qui mi fermo, se no ricopierei tutto il libro
Voi che ne pensate? Siete d’accordo con questa concezione?